Non me n'è mai fregato nulla di sentirmi dare della persona matura.
Ora men che meno.
"E' una ragazza matura, più intelligente dei suoi compagni."
"Tutti i professori sono contenti di te."
"Fa piacere andare ai colloqui, sai."
Cosa me ne faccio delle riverenze di otto sessantenni, di sentirmi dire bellissime cose, quando queste cose non migliorano...me.
Migliorano la mia reputazione, non la mia anima.
Perchè il malessere che ho dentro di me, si deriva dall'accessiva maturazione, un maturo non più buono, ma cattivo, marcio.
La noia.
La tristezza.
Il vuoto.
L'autostima inesistente.
E una madre che è contenta dei tuoi voti, non di te, sua figlia.
Perchè le fai schifo, SCHIFO.
E te lo dice.
"Fai schifo."
Che si chiede come abbia potuto allevare un essere del genere, poco sorridente, pensieroso, strano nel vestire e che non mangia.
Quando intorno a lei vede orde di ragazze menefreghiste delle calorie, forti, dopo una delusione d'amore, che ridono, scherzano, che prendono tutto alla leggera.
Pagherebbe per figlie del genere.
Ormai è stufa, lo so.
E io sono stufa come lei, di me stessa.
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