Ieri sera:- minestrone di verdure Knorr
- 2 cracker da 31 kcal ciascuno
- passata di pomodoro [da mettere sui cracker]
- una fetta di prosciutto cotto 43 kcal
Oggi:
C- un caffè + un thè [a scuola]
P - 60 g di risotto agli asparagi [66 kcal]
30 g di carne [45 kcal]
un pezzetto di cioccolata *__*
Anche se sono restia a credere che il riso faccia cosi poco... mi sento piena come un uovo.
Forse ne ho mangiato anche meno. Non lo so, non so vedere ad occhio quanto può essere.
Alberto passa il tempo a sfottermi sulle calorie, ogni volta che ingoio qualcosa mi prende per il culo.
Vuole che mangio.
E io mangio.
Oggi per me a pranzo è stato un pasto enorme.
Del riso e un pezzo di carne, miseria!
Il mio stomaco è abituato a riempirsi poco e soprattutto di liquidi, cosa pretendi.
Mia madre ormai sta zitta.
Lei continua a ripetere che devo mangiare il prosciutto. E' come se per lei il prosciutto fosse vita, vita.
Forse perchè prima mangiavo insaccati a bizzeffe.
Ma prima mangiavo anche pasta, carne, pesce, verdure, patatine, torte a bizzeffe.
Prima avevo un alimentazione regolare e pesavo 13 chili in più.
E avevo il seno.
E andavo di corpo tranquillamente.
Avevo il ciclo.
Non mi sentivo in colpa quando ingoiavo qualcosa.
Avevo un ragazzo.
Non ero magrissima, ma in generale direi... felice.
Forse.
Tanto chi lo sa cos'è, la felicità.
Nessuno è felice.
C'è solo chi è più contento di altri.
Dicevo, mia madre ormai sta zitta.
Secondo me non ha più parole, è stufa. Stufa di dover sorbire le prese per il culo del suo attuale marito, e le lagne di una figlia con un tarlo nel cervello.
Io mi sento in colpa, certe volte, ma proprio non ce la posso fare, non posso permettere di mandare a puttane il mio controllo per... un'altra persona.
Perchè sono un'egoista del cazzo, perchè non voglio ingrassare, anzi possibilmente dimagrire, perchè non voglio ancora provare tutto quello schifo per me stessa, cosa che ho provato per un periodo di circa tre mesi, non ce la posso fare davvero.
Sono riuscita a levarmi pensieri suicidi dalla mente solo grazie al controllo del cibo.
Al conteggio delle calorie.
Perchè so che è l'unico modo per rimpiazzare il vuoto che si è creato, l'unica cosa che mi da la certezza del presente, che ora sono 50 chili, che mi piaccio più di prima, che sono più forte, che non mi faccio troppo schifo.
Conto le calorie perchè?
Per non ingrassare.
Perchè se ingrassassi tornerei come prima.
E prima stavo MALE.
E io non voglio stare male, più.
Mai più.
Mai più.
Quella storia mi aveva reso uno straccio, ne sono uscita cosi, non posso tornare indietro.
Foto: Alex Prager.
Checcarina la ragazza della foto **
RispondiEliminaPer quanto riguarda l'egoismo, ti capisco in pieno. Con un errore dopo l'altro, non faccio altro che farmi del male e procurarlo anche agli altri. Anche alle persone che non se lo meritano affatto, come i miei genitori. Ma non faccio niente per impedirlo; mi viene molto difficile rinunciare a questo, anche per le persone più importanti della mia vita. Sono uno schifo, lo so.
Aw, 50kg ** io pure li voglio v.v
Ma quanto sei alta? ^^
Un abbraccio.
Nessi.
http://mylovelyobsession48.blogspot.com/
Trova l'equilibrio tra la tua persona e le altre.
RispondiEliminaMa te lo dico..devi stare bene con te stessa in primis -oddio parlo proprio io- e non ti nego che è difficile.
Sii felice di te stessa completamente. Poi inizia a cercare la felicità nelle altre persone. Insieme a loro.
L'egoismo alla fin fine ti aiuta a sopravvivere.
C'è la farai sicuramente :) e grazie per il sostegno che mi dai...lo apprezzo molto.
Ah!! bella foto :) sisi...i like it <3
Sai, comprendo benissimo le tue parole, perché anch’io sono della convinzione che l’anoressia non è un qualcosa che il solo corpo può dimostrare, ma che sia una condizione mentale che ha molto a che fare con l’immobilità e si scontra con la mobilità del corpo, che è quello che gli altri vogliono vedere. Riconosco il dolore tremendo di sentirsi dentro al baratro, eppure, al tuo dire che quello è il tuo unico modo per riempire il vuoto che si è creato, ti rispondo dicendoti che nessuno entra in carcere da solo, perché io lo so che questa non è vita. Credimi, anche per me è difficile affrontare ogni giornata. Anche io penso tutti i giorni che una volta aperta quella porta così tremenda non si possa richiudere più, che di fronte agli ostacoli della vita finirò sempre là, incapace sia di vivere che di morire, sul limbo. Anche se tanti atteggiamenti disfunzionali tipici dell’anoressia adesso non li adotto più, mi porto comunque dentro me e la terribile bilancia mentale che opera anche quando tento di costruire qualcosa di diverso. Eppure leggo le tue parole e penso che tu ti umili pensando che l’unica cosa che ti fa felice è l’ago della bilancia che scende. Ti umili perché la paura non è una scelta. Può essere una scelta, semmai, il modo di affrontarla. L’anoressia non è un delirio di onnipotenza come tanti dicono, ma di impotenza. Io mi sono sentita impotente di fronte a tutto ed ho ristretto l’alimentazione perché mi restava il corpo come unico “oggetto” da manipolare, come unica arma da scagliare in faccia a volti disorientati per chiedere disperatamente un aiuto. Io amo la vita, ma non la conosco. So di amarla semplicemente perché capisco quanto farmi così male mi sia servito paradossalmente per difendermi, e difendersi è di per sé un atto di amore. Non sei un'egoista con un tarlo in testa. Forse avresti tanto voluto esserlo, non sai quante volte mentre ero ricoverata avrei voluto che fosse davvero così semplice, che bastasse la pasticchina, che fossi sbagliata, punto, un errore clamoroso, il tumore di una società malata. Ma più mi guardavo intorno e più i pazzi mi sembravano fuori. Io amo la vita perché mi sono uccisa per proteggerla, per preservarla dalle mani di chi la voleva maciullare, devastare, distruggere, spezzettare, mordere. Mi ha delusa, mi ha straziata. Sono ancora a pochi passi dall’inferno, eppure combatto. Perché nessuno entra in carcere da solo. Perché c’è altro. C’è altro. C’è la voglia che hai avuto di raccontarti. C’è il bisogno di farci sentire perché non siamo sole nella nostra solitudine tremenda che viene stereotipata, che viene vista come una moda. C’è un’infinità dietro il nostro corpo. Te lo dico con tutta la paura possibile e metto in chiaro quanto ancora continui a pesare ogni alimento secondo l’ “equilibrio alimentare” che mi ha prescritto la mia dietista, a tremare di fronte ai dolci, a cercare di trovare scuse per non mangiare fuori, a piangere in bagno mentre fuori c’è chi ride, c’è chi ride sempre. Nelle tue parole c’è amarezza e dolcezza insieme. Hanno il sapore del caffè. È amaro eppure buono… e soprattutto è necessario, è necessario per svegliare chi vive con gli occhi chiusi ed ha paura di vedere ciò che noi abbiamo visto. Se ti va di passare dal mio blog mi farebbe piacere. Lì siamo in tante a combattere. Non sei sola.
RispondiEliminaTi abbraccio forte...