
Perchè?
Ho finito di "pranzare" da venti minuti, dieci di questi passati a piangere qui nello studio, accanto al termo, da sola.
Ho sempre un bisogno disperato di calore, perchè ho freddo, sempre un fottutissimo freddo che mi attanaglia e so anche perchè, ovviamente perchè mangio poco, perchè al mio organismo mancano calorie.
Oggi ero felicissima di tornare a casa dopo l'ennesima giornata schifosa passata a scuola. Una volta mi piaceva andare a scuola, ora la trovo solo un'inutile perdita di tempo. Tranne per le ore di italiano, tedesco e filosofia.
Dicevo, ero contenta; cerco sempre di tornare il prima possibile perchè cosi riesco a vedere cosa cucina mia madre e riesco a farmi i piatti da sola, altrimenti le sue porzioni sono troppo grandi per me. Ho preso le mie dieci penne, che contavo di sputare in un fazzoletto mentre mi fiondavo in camera a prendere il telefono, cosa che faccio sempre, peccato che oggi i miei "genitori" fossero in vena di polemizzare: solite brontolate perchè mangio poco. Perchè sono ritornata come prima. Perchè penso troppo a quello che mangio. Perchè non mangio il grasso. Perchè questo e per quell'altro. E nel mentre io avevo in bocca tutte queste schifose dieci penne, che stavano li e che non potevo sputare, e che alla fine ho mangiato perchè altrimenti sarebbero finite direttamente in faccia a mia madre e a quello che dovrebbe essere suo marito.
Mi veniva da piangere. Da piangere.
Ho terminato il pasto con una mela verde e 20 grammi di pollo bollito.
Ripeto, avrei voluto piangere, piangergli davanti, urlare quanto mi avessero fatto male le loro parole.
Perchè lo so che non è normale ciò che faccio. Me lo ripeto ogni giorno quando mi alzo, quando mi guardo allo specchio e provo schifo, quando annoto le calorie, quando le conto mentalmente, quando sputo la roba, quando butto il cibo, quando lo nascondo, quando mi abbuffo, mi ripeto che no, non è normale.
Perchè io sono malata, e non posso farci nulla, e questo però lo devono capire anche loro. Devono capire che sono malata e che questa fissa non me la posso più togliere.
Che non si devono incazzare se non mangio la carne unta e straunta che cucina mia madre, che se anche una volta salto un pasto a me non frega nulla, devono, anzi dovrebbero, capire che io mi vedo grassa, enorme, obesa, e che ho uno strano istinto che mi porta al vomito, al conteggio delle calorie a vivere questa fottuta vita di merda tutti i giorni.
A farmi le paranoie per un chilo in più sulla bilancia e a prendere lassativi ogni sera. Ad alzarmi alle 5 e mezza del mattino e a farmi fare ginnastica prima di colazione perchè si brucia di più.
Io sono stufa, stufa, eppure non ne posso fare a meno. Perch tutto questo mi da una sorta di sicurezza, di controllo, di previsione su tutto.
La mia mente ormai è progettata solo per questo, sull'evitare il cibo.
Mi è stato tolto tutto, Ana mi ha tolto tutto, dalla capacità di pensare liberamente, alla fantasia, alla capacità di guardare oltre le cose, di vedere i lati positivi di ciò che mi circonda, di guardare con gli occhi di un fotografo.
Mi sto rovinando pian piano, sempre più lentamente, ed è una tortura, una tortura perchè io non posso farci nulla.
Mi ricordo quando ero 45 chili, visti sulla bilancia, non me ne è fregato un emerito cazzo. Ora sono 47 e sto male. So che semai calerò starò male lo stesso.
Funziona cosi. Non sono obbiettivi i chili prefissati, sono solo ulteriori gradini che ti portano sempre più a sprofondare nella merda.
Sto perdendo tutto, tutto, non sento più di avere un anima. Un sentimento, non sento nulla se non rabbia, astio.
Vi dico solo che stamattina mentre andavo a scuola non pensavo a nulla.
Il nulla.
La mia mente era vuota. Completamente. E mi capita spesso.
Non provavo, non sentivo, il nulla, il vuoto.
ah quanto ti capisco.
RispondiEliminaquanto mi immergo nelle tue parole che sono le stesse che ogni giorno sputo sul blog in attesa che qualcuno le commenti.
sno le stesse che penso,che tengo nel cuore.
mi rispecchio davvvero.
e comunque forza,non buttarti via.
un abbraccio.
Hai centrato il problema in più punti: i kg che non bastano mai se non per sprofondare maggiormente, la tua vita che viene risucchiata completamente dal disturbo che non ti consente di coltivare nemmeno più un solo dei tuoi hobby che un tempo ti riempivano il cuore, il nulla assoluto che invade la tua testa... Continuo?
RispondiEliminaTesoro, ora smettiamola di parlare di cazzate varie come il latte e lo yogurt ipocalorici. Ti stai lasciando spegnere da questa stronza qui e non puoi permetterti di soccombere: non si tratta più di scendere di peso, ma di ritrovarti.
Scusa se mi permetto, ma hai mai pensato di prendere in considerazione l'idea di un supporto psicologico? Se ti pesa chiedere aiuto ai tuoi, fai una rapida ricerca in Internet e informati. Per supporto psicologico intendo un esperto in grado di consigliarti, di mostrarti il percorso da seguire per dare un senso a tutti i pensieri e le manie che affollano la tua esistenza. Credimi, tutto questo ha un senso. Non si è anoressici/bulimici per nulla e tu devi capire perché, perché tu devi stare bene.
Non hai assolutamente perso tutto, guardati bene dentro e attorno e rileggi ciò che hai scritto. Non ti sembra di avere ancora te stessa? Non ti sembra di possedere tanta forza? Non ti sembra di avere un terribile desiderio di riappropriarti delle tue passioni? Perderai tutto nel momento in cui getterai la spugna e smetterai di soffrire infinitamente. Ed io lo sento benissimo quanto tu stia soffrendo, non immagini quanto.
Alza la testa, avanti.
Ti abbraccio forte forte
nn saremo mai soddisfatte ma ce la faremo!!!!!!! :)
RispondiEliminaIo... io... io non so bene cosa dire.
RispondiEliminaMi ritrovo in tantissimo di ciò che hai scritto, sembra retorico dirlo ma è così, purtroppo.
Juno non ha tutti i torti: sul supporto psicologico, intendo. Non so se tu ne abbia la possibilità e/o la voglia, ma se appena appena te la sentissi di chiedere aiuto, penso che la terapia non possa fare alcun male. Escluso il dolore che potrà trafiggerti nel sentirti dire certe cose su te stessa che nemmeno immagineresti, intendo... Però alla fine serve, a comprenderti meglio, a fornirti una base su cui costruire piano piano un progetto di convivenza con la tua anima malata, a lenirne le ferite, e - perché no - talvolta anche a rimarginarle...
Per quanto riguarda i tuoi, be'... mia madre si era accorta che vomitavo come una dannata duemila volte al giorno, ma probabilmente perché sono troppo prevedibile. E non so mentire senza farmi sgamare. Però se nel tuo caso la tua famiglia non si accorge, io fossi in te coglierei l'occasione di un momento in cui sia tu che tua madre siete 'in buona' e potete avere una conversazione seria e con calma, in cui puoi raccogliere tutto il coraggio che riesci a raccogliere e, con un bel respirone profondo, puoi sputarle fuori tutto il dolore che hai dentro... Sono sicura che, in fondo, lei vorrà aiutarti; non conosco la tua situazione familiare, ma una Madre resta una Madre...
Forza. Sono con te. In bocca al lupo...!!
Ciao cara...Dunque, questione assertività : stavo leggendo uno dei miei libri per l'esame che sosterrò a breve, ed ho incontrato questa sconosciuta. L'assertività è la capacità di esprimere sentimenti, emozioni, necessità, dissentire, sapersi confrontare e chiedere aiuto. Praticamente il mio opposto :(...
RispondiEliminaHo dato un'occhiata al tuo post...ti senti come se ti stessi consumando piano piano, hai capito che continuare a lottare contro il corpo e perdere peso non ti realizza veramente: "Mi ricordo quando ero 45 chili, visti sulla bilancia, non me ne è fregato un emerito cazzo. Ora sono 47 e sto male. So che semai calerò starò male lo stesso" (ti cito), stai perdendo interesse verso tutto e sei stanca di sentirti così...è una dolorosa consapevolezza, ma ciononostante non puoi evitare di fare quello che fai, contare calorie, fuggire il cibo. Ti capisco e sono molto dispiaciuta per questo tuo terribile momento, speriamo che passi.
Un abbraccio