
Mirabilandia.
La sera prima panico totale per il cibo.
- Dovrò mangiare?
- Digiuno?
- Mi abbufferò?
Alla fine ho optato per portarmi una mela, una banana, e qualche galletta di riso.
Oramai gli altri non ci fanno più caso - per finta - a quello che mangio/non mangio.
Anche perchè mi rendo conto che non potevo passare una giornata su giostre di 55 metri di altezza, 120 km/h con solo del caffè.
Sarei stramazzata a terra dopo dieci minuti.
Il pranzo quindi non è andato male; tutti con la loro merda americana del MacDonald e io con le mie gallette di riso e la coca zero.
Mi comprano un Cafè Zero.
Stavo per concedermelo, mi capitano sotto gli occhi le tabelle nutrizionali quando ero a metà, lo passo a T. senza finirlo.
Ero già entrata in panico.
- troppe calorie.
- oddio guarda quanto zucchero.
- mi fa ingrassare, mi fa ingrassare, mi fa ingrassare.
Entriamo nel negozio di dolciumi.
Tutti col loro sacchetto di caramelle.
Ne prendo un pò anch'io.
Cosa faccio?
Dieci minuti dopo le butto nel cestino del cesso.
4.75 euro andati a farsi benedire.
Rimango giù da una giostra, siamo io e G.
Mi vuole parlare.
Dice che gli altri sono preoccupati, sono preoccupati perchè mangio poco e sbagliato, perchè vedono che introduco poche calorie e che mi riempio di caffeina, perchè l'altra sera sono svenuta e non di certo per la sigaretta.
Io la ascolto senza dire nulla.
Vorrei parlarle, ci provo a spiegare, ma mi viene difficile e lei lo capisce.
In quel momento la adoro.
Ha parlato lei per tutto il tempo senza arrabbiarsi della mia catatonica reazione.
Le ho detto che provvederò per risolvere il mio problema, cosi starà tranquilla per un pò.
Dopo le cinque di pomeriggio non stavo veramente più in piedi, ho smesso di salire.
Tornando a casa prendo della cocacola in autogrill che mi fa uno strano effetto e mi ritrovo alle nove di sera con una pancia da donna incinta e le costole belle sprogenti sopra.
Mi prende un attacco di panico e vado in cucina dai miei piangendo e lagnandomi per il dolore, e loro come al solito, minimizzano.
Lassativi. Stamattina stavo bene.
E' stata una bella giornata, ma sarò sincera, il pensiero del cibo non mi ha lasciato in pace un secondo.
Ero attorniata da adolescenti allegri, spensierati e MANGIANTI.
Mi sentivo fuori luogo.
Molto.
Stamattina a colazione ho mangiato troppi biscotti, e mentre lo facevo pensavo: fanno anche schifo.
Mi è venuto il solito fottutissimo senso di colpa e quel pensiero maligno dell'oddiooraingrasso, mi sono fiondata fuori e ho camminato per due ore e mezzo.
Ho tante cose da fare, ho altro in cui impiegare il mio tempo, questa vita fa schifo.
Mi dispiace, so come ti senti... Non esistono parole migliori: questa vita fa schifo.
RispondiEliminaConcordo con Sophie,non riesco a scrivere.
RispondiEliminaSto male,sono incasinata quanto te.
Ti abbraccio.
Esse
Il fatto che la tua amica ti abbia ascoltato senza giudicardi senza urlarti contro o minimizzare il tuo problema consideralo un enorme traguardo.La mia di amica non fa altro che dirmi che sono una debole superficiale che pensa solo al fisico.
RispondiEliminaEh si concordo questa vita non è poi un gran che!
Ti abbraccio cara ♥
Tutto quello che hai scritto è così atrocemente vero; la malattia perseguita, ma non si ha il coraggio di mollarla. Fino al momento in cui si smette anche di dire "un giorno ne uscirò".
RispondiEliminanon puoi continuare così tesoro mio, lo sai questo, vero?
RispondiEliminanon puoi rovinarti la vita così, tesoro.
sento che tu non hai fiducia in te stessa nè tantomeno nel fatto che tu possa un giorno lasciarti tutta questa merdaccia alle spalle.
devi cominciare a piccoli passi, il primo è parlarne seriamente con qualcuno. I, resto verrà da sè. Ti stringo forte. :*
p.s. quando ho letto che sei andata sulle giostre di krabilandia con quel pochissimo cibo nello stomaco, mi è venuto un colpo. Mi sono immedesimata e mi stava venendo un mancamento al posto tuo! non farlo più, è troppo pericoloso!! avresti dovuto mangiare di più. so quanto è difficile ma non puoi metterti a rischio così :( ecco, sono la solita rompipalle ma dovevo dirtelo.
RispondiEliminaUn perfetto e raccapricciante ritratto della vita di ogni giorno , quella che per gli altri è " normale ". Normali un paio di pizzette a ricreazione , un gelato nel pomeriggio ed il biscottino dopo il caffè. Normali sono anche i piatti di pasta a pranzo , ogni tanto. Per noi ormai più nulla è normale. Tutto è numeri e calorie , sensi di colpa , privazioni , frustrazione , tristezza , agonia , specchi e bilance. E' terribile. La normalità non sappiamo più cos'è. E va sempre peggio.
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