
Tornata da Parigi.
Immensità, splendore, traffico, rumori, persone, bruhahas, brasserie, Senna, tedeschi bellissimi, francesi effemminati, litigi, incomprensioni, diplomi, simpatie, notti all'aperto, imprevisti, prezzi altissimi, donne magrissime, marocchini, creperie, ruota panoramica, louvre, starbucks, cibo pessimo, capi firmati, tacchi alti, mancanza d'aceto, Versailles, grandezza, grandezza, vastità, gente, gente, turisti, tv.
Grasso.
Grasso.
Grasso.
Il peso del mondo è sul mio fondoschiena, sulle mie braccia, sulle mie ginocchia.
Non riesco a respirare.
Mangiavo per poter affrontare giornate da 24 ore di camminata.
Mangiare è normale, bisogna mangiare.
No.
Ho fallito.
Per l'ennesima volta.
Il mio corpo è uno strazio.
Il mio corpo è
Un corpo sano non volteggia.
Un corpo sano tiene caldo.
Un corpo sano ha un peso.
Essere catapultata in mezzo a ritmi frenetici di una vacanza studio, il dover socializzare, fare la faccia contenta ogni giorno, ogni santissimo giorno, sorridere davanti al piatto.
Questa vita non fa per me.
Questo mondo di spensieratezza, cibo e sorrisi non fa per me.
Parigi è bella, il mondo è bello, ma ho avuto la conferma ancora una volta di non poterne fare parte.
Sono tornata eh?
Continuo a lagnarmi, sempre, non mi sopportate già più immagino.
Parigi è splendida.
RispondiEliminabentornata, e non ti scusare, non ne hai bisogno.
E invece ora che sei tornata ti vogliamo più bene di prima, perché non hai detto no in partenza a quella vacanza, ma ti sei data una possibilità, come te ne darai molte altre e prima o poi troverai quella che ti metterà nel posto giusto del mondo...*Ti abbraccio forte*
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