Oggi avrò buttato giù 400 kcal, non le ho contate, non sono tante, ma la sola idea dell'incertezza di quel calcolo mentale mi rode cervello e ancor dipiù stomaco.
Mi sono fatta delle nuove proposte, non saprei come chiamarle.
- mangiare un pò di più a pranzo
- mangiare poco alla sera, il meno possibile
- non fare pasti intermedi
Ora che si è scoperto che nascondo il cibo è finita.
Non posso simulare un pomeriggio di sbafata per mangiar poco di sera.
E nemmeno nascondere il cibo.
La mia cara madre ora controlla ovunque, lo so, controlla anche nella mia borsa.
Mi sta salendo il nervoso solo nell'azione dello scrivere.
L'idea delle sue ruvide mani che rovistano in giro per la mia stanza, negli armadi, nelle borse, nei cassetti mi da ribrezzo.
Provo ribrezzo, schifo, per lei.
Eppure è mia madre.
Mi segue quando mi alzo da tavola, quando vado in bagno, poi sta li, la sento, per capire se vomito.
Sento i suoi passi, la sua presenza.
Ho sempre avuto un buon udito, riesco a sentire attraverso i muri di casa mia cosa succede nella scala o a captare conversazioni.
Ormai ci ho fatto l'abitudine.
Ora a casa mia non posso nemmeno PISCIARE in santa pace, quindi.
Perchè c'è una casalinga ancora più disperata della figlia che origlia alla porta del cesso.
Nonostante non riesca a contare le calorie ho la bilancia mentale che è in continuo funzionamento.
- 17 g di pasta, un grammo per penna, diciamo cosi.
- si, mi è toccato mangiare la cucchiaiata di sugo.
- una fetta di pane integrale 59 kcal
- una sottiletta 49 kcal
Il petto di pollo è finito giù per il cesso.
Dopo mi son mangiata, fanculo, un cannellino al limone.
Perfetto.
Il senso di colpa potrei stabilirlo al 60% ma c'è il restante quaranta che mi rende indifferente.
Da un lato so che mangiando ho calmato le acque a casa mia, da un lato vorrei non averlo fatto solo per aver dato una soddisfazione ai miei procreatori.
Perchè si, odio dargli delle soddisfazioni.
Se non sono soddisfatta io per prima, se non sorrido io, per prima, provo solo amarezza, dopo.
Che schifo.
Odio.
Odio.
Da quando mi sono ammalata sono diventata cattivissima.
mamma mia, sto passando la stessa cosa in questi giorni, ed è orribile andare contro noi stesse per far contenti gli altri, non importa se sono i nostri genitori, non sei cattiva, ti capisco.
RispondiEliminaUn forte abbraccio.