53 - 52 - 51 - 50 - 49 - 48 - 47 - 46 - 45 - 44 - 43 - 42 - 41 - 40 - 39 - 38 - 37 - 36 - 35 - 34 - 33 - 32 - 31 - 30 - 29 - 28 - 27 - 26 - 25 - 24 - 23 - 22 - 21 - 20 - 19 - 18 - 17 - 16 - 15 - 14 - 13 - 12 - 11 - 10 - 9 - 8 - 7 - 6 - 5 - 4 - 3 - 2 - 1 - 0.

29.6.11

Mangio il mondo solo per farlo sparire. Magari poi sparisse davvero.

Colmare qualcosa, qualcosa che non c'è più dentro.
Buttare giù, giù, giù, finchè fa male.
Ingordigia?
No, odio gli zuccheri.
Odio il cibo.
Mi crea problemi, non mi soddisfa, mai e per questo ne voglio sempre di più.

Mi abbuffo
.
Dormo.
Mi abbuffo.
Dormo.
Mi abbuffo.
Vomito.
Dormo.
Fine della giornata.

Ho preso qualche chilo, lo so, la cosa mi irrita, ma non quanto il fatto di avere questo comportamento e non riuscire a fermarlo.
A fermarmi.

Ieri alle cinque di pomeriggio ero riversa sul letto con lo stomaco che urlava dal dolore, mia madre che mi porta una limonata e che mi dice "datti una regolata."

Una madre che da la colpa al ciclo mestruale in arrivo, e che non arriva mai.

Una madre che mi dice che le persone intelligenti non fanno cose del genere.

Un padre che ti dice che ti devi trattenere.

Un padre che passa di fianco al letto appena ti svegli e ti dice: "mi raccomando oggi prenditi un bel gelato, una gratina e un thè ghiacciato!", poi se ne va ridendo.

Genitori che si fermano all'apparenza e non si fermano a pensare al "perchè" lo fai.

Si, perchè non gliene frega proprio niente.
Loro devono pensare agli affari, ai lavori di casa, ai nonni e al gatto.
Che SE DIGIUNI O TI ABBUFFI A LORO NON CAMBIA NIENTE.
Per loro rimani la solita stupida ragazza di 18 anni.

Passo ore con questa frase in testa: "tanto non gliene frega un cazzo a nessuno. Nessuno."
Ed è vero.
A nessuno importa che io sia 45 chili, 48, che mangi o non mangi.
Ma se non importa a nessuno perchè mi infliggo tutto questo?
Ho bisogno di attenzione?
Affetto?
perchè lo faccio?
E' l'insoddisfazione?
Ho voluto rompere la routine e mi sono abbuffata?
Cos'è?
CHE COS'HO!

Ho bisogno di aiuto.
VIvo con dementi che reputano i miei comportamenti semplici sbilanciamenti d'umore o chicchessia, frutto di una mente da adolescenti non del tutto sviluppata.
Non fanno più caso a quello che faccio.


Potrei lasciarmi morire di fame.
O potrei abbuffarmi tutti i giorni, spendere milioni nelle pasticcerie.
Potrei morire di fame, abbuffarmi e poi vomitare, choose your future, now.

Il problema penso che quello che mi circonda sia sempre troppo.
Con "troppo" so di usare la parola giusta, o meglio credo, "troppo" e "troppo poco", la mezza via ormai per me non esiste più.

A casa da sola ho pianto come non avevo mai fatto in vita mia, urlavo, mi picchiavo quella pancia che non era piena cosi da tempo, ho macchiato il letto con il mascara [e mia madre ha pulito senza dir nulla]. Se mi avesse detto qualcosa sarei sprofondata, ma allo stesso tempo avrei voluto che mi consolasse un poco, notando che avevo pianto.
Non so perchè gridassi, continuavo a ripetere "perchè! perchè! perchè!" e "perchè la mia vita deve fare così schifo!".

Fino a mezz'ora prima ero in giro con A., mio amico.
Maschera addosso, sorriso smagliante.

3 commenti:

  1. A ME IMPORTA, che tu stia così male.
    A ME IMPORTA che tu possa stare meglio.
    A ME IMPORTA che tu possa trovare aiuto.
    A ME IMPORTA che ci siano genitori che non capiscono, che non vedono, che non vogliono vedere - e spesso magari non per 'colpa' loro, ma perché semplicemente non sanno, non conoscono in molti casi questi disturbi.
    Credimi, ho sentito di tante famiglie del genere, famiglie in cui i disturbi alimentari non sono conosciuti, o non vengono affrontati perché appaiono come una cosa troppo brutta, troppo grande, troppo pesante.

    Bisogna rompere questa omertà.

    Quel che scrivi mi fa malissimo, perché mi sembra di vedere me qualche anno fa: sfinita dal vomito, il cibo non ha sapore né colore né odore né consistenza. "Tanto non importa", verrà espulso con l'illusione di espellere così tutti i mali che ci attanagliano... dormivo tantissimo, e le poche ore che ero sveglia non riuscivo a fare nulla.
    BELLA ROBA.

    Io ho avuto la fortuna di essere stata aiutata in primis da mia madre, la quale - attenzione! pur essendo lei stessa buona parte delle cause di tutti i miei mali - mi ha proposto di andare in terapia.
    Non so come possa funzionare in altri casi, voglio dire: se tu dovessi provarci da sola, presso una struttura pubblica che non ti spilli troppi soldi (io andavo da una in centro a Milano, studio privato... ne è valsa la pena, ma mi rendo conto che senza l'aiuto economico dei miei non ce l'avrei mai fatta)... Forse dovresti sentire un ospedale, informarti su dove puoi essere aiutata nella tua condizione...

    Davvero, mi preoccupo. Perché fra tutti i blog del cazzo che leggo in giro (vedi mio ultimo post, ma ho notato che l'hai già visto), il tuo esprime un dolore vero, una richiesta d'aiuto straziante... e mi preoccupo sul serio.

    Ah, ascolta: se non sai con chi parlare, se hai voglia di sfogarti, di chiedere consigli (nel limite delle mie possibilità... non sono nessuno...), puoi scrivermi all'indirizzo
    bianca_hurts[at]live.it
    - chiocciolina al posto di [at], naturalmente :-)

    Ti abbraccio forte forte... Fatti coraggio.

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  2. Piccola a me importa,sai?
    Ed a me importa così tanto che nn ho trattenuto le lacrime. non mi resta che abbracciarti.
    tua esse

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  3. Sembra che i tuoi non abbiamo mai sentito parlare di DCA, perciò se non mangi sei a dieta perchè "vuoi fare la modella" e se ti abbuffi è perchè sei golosa. Così è tutto molto più semplice, la spiegazione è a portata di mano e non c'è nemmeno bisogno di chiedersi il perchè.

    Cosa ho letto nel post? Disperazione, disperazione pura e nient'altro. Mi duole non poterti aiutare, posso solo dirti che capisco il tuo stato d'animo. E' come camminare perennemente in un tunnel senza fine, urlare senza che nessuno ti senta.

    Un abbraccio.

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